Complesso nuragico di “Bau Nuraxi”

Il Complesso nuragico di Bau Nuragi, posizionato ad un’altezza di circa 102 metri sul livello del mare, si trova nella zona nord-occidentale del territorio comunale di Triei, a circa quattro chilometri dal paese, tra le località di Co’ ‘e Serra e di Perda Prana. Il fiume Murta lo separa dall’omonima sorgente. In questa regione assieme al complesso di Bau Nuragi i nuraghi Fratta e Nunucoli e la tomba dei giganti di Osono testimoniano la consistente presenza umana nella zona in età nuragica.

Il sito si raggiunge percorrendo la strada provinciale 55 per Triei dopo aver lasciato la Strada Statale 125 al chilometro 149. Superata la frazione di Ardali, si svolta a sinistra per il campo sportivo comunale e si prosegue per pochi chilometri.  Un cartello ne segnala la posizione lungo la stessa strada.

Il complesso nuragico Bau Nuragi è un insieme di elementi e di espressioni architettoniche megalitiche realizzate con massi poligonali o subquadrati recuperati in gran parte lungo il corso del torrente Rio Murta, di diverse dimensioni e accomodati a secco in filari irregolari (opera poliedrica).

Nel sito archeologico si riconoscono le seguenti costruzioni:

  • Un Nuraghe complesso del tipo a tholos con addizione laterale, cioè costituito dalla torre principale o mastio, chiusa in origine con volta a filari aggettanti (tholos) ora crollata nel terzo superiore circa, conservando un’altezza massima di 5 metri circa, a cui ad est-sudest si affiancano due torri laterali prossime e collegate tra loro, al momento non chiaramente leggibili a causa delle macerie, del sedimento di apporto organico ed eolico, e della vegetazione nata sulle strutture. Si riconoscono comunque accessi esterni immettenti in corridoi trasversali e altri collegamenti verticali e orizzontali e spazi allo stato attuale non determinabili nella loro natura planovolumetrica. Nel corpo centrale (caratterizzato, oltre che dalla camera principale circolare, dalla presenza di tre nicchie e un corridoio coperto con lastre piane e muratura laterale di sostegno verticale, e da altri cunicoli definiti dalle due murature laterali a filari in progressivo aggetto a determinare una sezione verticale trapezoidale) e nella torre dell’antemurale originariamente chiusa a tholos, si osservano gli effetti dei fattori degenerativi manifestati in dissesti e cedimenti. Si conservano ancora 4 metri circa del bastione esterno di una delle torri addizionate al mastio. La vegetazione nata sulle strutture, e il ruscellamento stanno però provocando lo smottamento e lo scivolamento dei conci lapidei che lo compongono.
    Una scala conduceva alla sommità del mastio, rilevabile quest’ultimo nel suo sviluppo planimetrico orizzontale verticalmente fino al livello attuale dei detriti. Le macerie coprono per uno spessore imprecisabile il fondo della camera, lasciando scoperte tre grandi nicchie ricavate nello spessore murario e l’apertura del corridoio che collegava le due torri addizionate e quindi l’esterno con questo ambiente. Dall’andito in senso orario si dipartiva inoltre la scala per la sommità della torre.
    Lo spessore murario delle varie parti che compongono la struttura è realizzato a filari affiancati in doppio paramento o con più di due paramenti ma sempre con rari elementi diatonici.
  • Un antemurale di perimetrazione del complesso, ad andamento curvilineo alternato a dei tratti rettilinei, che a sua volta sembra incorporare quattro torri (la vegetazione e i crolli non permettono di leggere chiaramente l’impianto planimetrico). Il villaggio, risultando contenuto all’interno dell’antemurale, doveva possedere un ulteriore ingresso al mastio attraverso tale cinta muraria, che andrebbe rinvenuto: infatti, una delle due nicchie presenti da questo lato all’interno della camera della torre, parrebbe introdurre ad un cunicolo ora colmo di terra.
  • Una serie di strutture abitative ubicate nell’area tra il nuraghe e l’antemurale, per la maggior parte a pianta pseudo rettangolare disposte lungo il profilo interno dell’antemurale, di cui utilizzano come parete il paramento interno.
  • Una serie di muri di sostegno terrazzati, che ad est fanno da contrafforte e proteggono dall’erosione le strutture del nuraghe dal fiume Murta a regime stagionale torrentizio.
  • i resti di alcune decine di capanne a pianta circolare a destinazione abitativa, anche di dimensioni notevoli, nell’area antistante il complesso racchiuso dall’antemurale

Nel contesto degli insediamenti di età nuragica, ma anche in relazione all’intero patrimonio di monumenti archeologici della pianura di Ogliastra, Bau Nuragi si configura tra i siti più meritevoli di attenzione. Esso è stato, infatti, oggetto di due successive campagne di intervento condotte dalla Soprintendenza Archeologica per le Province di Sassari e di Nuoro e dalla Comunità Montana dell’Ogliastra: la prima nel giugno 1984, la seconda nel luglio 1985.

Durante quei lavori il complesso, come si prevedeva, ha mostrato elementi di notevolissimo interesse scientifico sulla strutturazione architettonica dei nuraghi complessi e sull’utilizzazione degli spazi all’interno di essi. Nei dieci ambienti messi in luce, nel corso della campagna di scavo del 1985 fra il corpo centrale e l’antemurale, risultato delle operazione di rimozione della massa di crollo in quella zona, si sono potuti accertare, inoltre, i differenti momenti di occupazione del complesso, a partire dall’età nuragica fino all’Alto Medioevo.

La continuità della vita in questi siti in età post-nuragica delinea un aspetto storico-antropologico di questi territori che attende ancora molti chiarimenti. Il pregio di questo insediamento è quindi decisamente alto e polivalente, considerato che sono ancora da riportare in luce la gran parte dei reperti e delle strutture.



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